{"id":14841,"date":"2017-07-24T16:22:34","date_gmt":"2017-07-24T14:22:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wikimedia.it\/?p=14841"},"modified":"2018-01-29T12:10:22","modified_gmt":"2018-01-29T11:10:22","slug":"decostruire-confini-costruire-comunita-gli-strumenti-wikimedia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/decostruire-confini-costruire-comunita-gli-strumenti-wikimedia\/","title":{"rendered":"\u201cDecostruire i confini, costruire comunit\u00e0\u201d con gli strumenti Wikimedia"},"content":{"rendered":"<p><em>Ospitiamo nel nostro blog la testimonianza di <strong>Manuela De Vivo<\/strong>, studentessa del <strong>\u201cCorso di Laurea Magistrale in beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione\u201d<\/strong> dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Bologna<\/strong> che ha recentemente concluso il suo percorso di studi presentando una tesi sulla comunicazione via web del patrimonio culturale. Manuela ci ha raccontato perch\u00e9 ha scelto di dedicare un capitolo del suo lavoro conclusivo ai progetti Wikimedia.<\/em><\/p>\n<p>Comunicare il patrimonio culturale sul web \u00e8 un modo per raggiungere una grande variet\u00e0 di pubblici, perch\u00e9 tutti possano essere consapevoli dell\u2019enorme tesoro presente sul territorio e possano ricostruire le proprie radici. Affinch\u00e9 questo avvenga c\u2019\u00e8 bisogno che il sapere sia accessibile a tutti, sia dal punto di vista dei linguaggi comunicativi, sia dei contenuti.<br \/>\nIl motivo per cui ho scelto di concentrare <strong>un capitolo della mia tesi di laurea in archeologia sugli strumenti Wikimedia<\/strong> \u00e8 perch\u00e9 il mondo dei wiki, e quindi anche di Wikipedia, muove i passi proprio in questa direzione.<br \/>\nEssi danno la possibilit\u00e0 non solo agli \u201caddetti ai lavori\u201d ma a chiunque abbia interesse e ne sia informato, di aggiungere informazioni e condividerle, creando cos\u00ec una vera e propria comunit\u00e0 che aggiorna continuamente i contenuti livellando i diversi punti di vista.<br \/>\nDurante la mia attivit\u00e0 di tirocinio presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna sono potuta entrare in contatto con la comunit\u00e0 degli utenti che contribuisce attivamente allo sviluppo di Wikipedia per raccogliere dati rilevanti e analizzare lo scambio continuo di informazioni legato al confronto che si crea tra i wikipediani attivi. In parallelo, ho svolto attivit\u00e0 di ricerca bibliografica\u00a0 in riferimento agli strumenti wiki e Wikimedia.<br \/>\nNel mio approfondimento sono partita dal fondamentale <strong>testo di Andrew Lih, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_rivoluzione_di_Wikipedia\">La Rivoluzione di Wikipedia<\/a><\/strong>, che racconta la storia della nascita dell\u2019enciclopedia partendo dalle biografie dei fondatori Wales, Sanger e Cunningham, per raccontare i valori essenziali alla base del progetto e i suoi successivi sviluppi.<br \/>\nNe ho poi studiato le applicazioni pratiche, analizzando il modello di alcuni progetti educativi realizzati dai soci e volontari di Wikimedia Italia che si fondano su principi di condivisione orizzontale e collaborativa della conoscenza: tra i tanti <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Progetto:Coordinamento\/Scuole\/Vivarium\">Vivarium<\/a><\/strong>, sperimentazione che nell\u2019anno scolastico 2015\/2016 ha interessato il <strong>Liceo delle Scienze Umane \u201cE. Gianturco\u201d di Potenza<\/strong> e che prevede la creazione collettiva di contenuti didattici da parte dei docenti su Wikibooks e su altri progetti Wikimedia.<br \/>\nIl metodo formativo utilizzato per Vivarium &#8211; collaborativo, aperto e che implica la creazione di contenuti liberi, accessibili a tutti e costantemente aggiornati &#8211; pu\u00f2 essere ed \u00e8 stato applicato con successo anche a progetti orientati alla valorizzazione del patrimonio culturale.<br \/>\nNe \u00e8 un esempio <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/QRpedia\">QrPedia<\/a><\/strong>, progetto attuato per la prima volta nel 2012 nella cittadina inglese di Monmouth, che \u00e8 stato una valida dimostrazione di come la scrittura collaborativa sui wiki possa essere un mezzo per coinvolgere attivamente i cittadini, facendo loro arricchire e integrare le informazioni presenti in rete su monumenti e luoghi di interesse della loro citt\u00e0.<br \/>\nUn\u2019altra <em>case history<\/em> interessante e strettamente legata all\u2019archeologia \u00e8 il <strong>progetto <a href=\"http:\/\/www.archeostickers.com\/\">Archeosticker<\/a><\/strong> che ha permesso di comunicare in modo divertente l\u2019amore per questa disciplina a un vasto numero di persone attraverso la creazione di stickers personalizzati per Telegram, creati utilizzando immagini di reperti archeologici presenti su Wikimedia Commons.<br \/>\nI progetti citati sono solo alcuni esempi di come il patrimonio culturale in generale, e nello specifico quello archeologico, possa essere reso accessibile a tutti grazie al linguaggio semplice e immediato dei progetti wiki.<br \/>\nEssendo il patrimonio culturale espressione della comunit\u00e0 a cui appartiene, gli strumenti Wikimedia non possono che essere un valido mezzo per poterla coinvolgere attivamente e restituirglielo.<br \/>\n<strong>Decostruire i confini attraverso la conoscenza, costruire comunit\u00e0<\/strong> dove possano essere abbattute tutte le barriere culturali.<\/p>\n<p><em>Nell&#8217;immagine: Una dipendente della\u00a0Royal Birmingham Society of Artists (RBSA) esegue la scansione di uno dei codici QRpedia sul busto di David Cox. Foto di Rock drum (opera propria), <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\">CC BY-SA 3.0<\/a>, via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:QRpedia_codes_at_the_RBSA_1.JPG\">Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospitiamo nel nostro blog la testimonianza di Manuela De Vivo, studentessa del \u201cCorso di Laurea Magistrale in beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":14842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[242,8],"tags":[591,545,166,214],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14841"}],"collection":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14841"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14843,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14841\/revisions\/14843"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14842"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}