{"id":16866,"date":"2018-11-23T12:13:11","date_gmt":"2018-11-23T11:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wikimedia.it\/?p=16866"},"modified":"2018-12-04T12:06:28","modified_gmt":"2018-12-04T11:06:28","slug":"la-letteratura-si-svela-gli-open-data-lesperienza-delluniversita-torino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/la-letteratura-si-svela-gli-open-data-lesperienza-delluniversita-torino\/","title":{"rendered":"La letteratura si svela con gli <i>open data<\/i>: l\u2019esperienza dell\u2019Universit\u00e0 di Torino"},"content":{"rendered":"<p><i>In vista del convegno \u201c<\/i><a href=\"https:\/\/www.wikimedia.it\/biblioteche-wikipedia-si-incontrano-firenze\/\"><b><i>Sfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia<\/i><\/b><\/a><i>\u201d, che si terr\u00e0 <\/i><b><i>venerd\u00ec 7 dicembre<\/i><\/b><i> alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, abbiamo intervistato alcuni dei relatori e soci Wikimedia Italia che interverranno nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa.<br \/>\n<\/i><i>Qui di seguito riportiamo i contenuti di una nostra chiacchierata con <\/i><b><i>Lianna Flavia D\u2019Amato<\/i><\/b><i>, umanista, utente attiva su Wikidata e socia Wikimedia Italia, vincitrice del bando pubblicato lo scorso aprile dall\u2019Universit\u00e0 di Torino per una <\/i><b><i>collaborazione di tre mesi <\/i><\/b><i>mirata a<\/i><b><i> valorizzare il patrimonio letterario \u2013 umanistico<\/i><\/b><i> della Biblioteca del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e di altre Biblioteche dell\u2019ateneo e del territorio<\/i><b><i> attraverso piattaforme digitali aperte<\/i><\/b><i>, in particolare <\/i><b><i>Wikidata<\/i><\/b><i> e <\/i><b><i>Wikisource<\/i><\/b><i> (ne avevamo parlato <\/i><a href=\"https:\/\/www.wikimedia.it\/letteratura-aperta-borsa-ricerca-alluniversita-torino\/\"><i>qui<\/i><\/a><i>).<\/i><\/p>\n<p><b>Ciao Lianna, forse potremmo definirti una umanista col cuore scientifico? Raccontaci com\u2019\u00e8 avvenuto il tuo incontro con Wikidata e con il web semantico!<\/b><\/p>\n<p>Tutto \u00e8 nato al termine del mio tirocinio curriculare in biblioteca, quando iniziai a comprendere che <strong>amare la letteratura non significa solamente studiarla<\/strong>, ma anche<strong> sperimentare metodi innovativi<\/strong> per la conservazione e la valorizzazione di ci\u00f2 che un\u2019istituzione possiede.<br \/>\nDecisi dunque per la mia tesi di dedicarmi non allo studio di un argomento di letteratura quanto a indagare la figura dell\u2019<strong><i>umanista digitale<\/i><\/strong>: un nuovo profilo professionale che si candidava a dedicarsi alla preservazione del patrimonio culturale attraverso nuovi metodi e strumenti tecnologici.<br \/>\nIl mio interesse si \u00e8 sviluppato ulteriormente e ho deciso di seguire un percorso formativo che coniugasse il mondo culturale a quello informatico: \u00e8 cos\u00ec che ho incontrato i <i><strong>Linked Open Data<\/strong>, <\/i>\u00a0che ho scelto come argomento della mia \u00a0tesi specialistica, entrando in contatto diretto con Wikidata e le altre piattaforme di conoscenza libera.<\/p>\n<p><b>Raccontaci del tuo lavoro in Universit\u00e0, su quali opere e attivit\u00e0 ti sei concentrata?<\/b><\/p>\n<p>Il lavoro rientra nel progetto di ricerca <b>\u201cOpen Literature\u201d<\/b> promosso dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, in collaborazione con la Sezione Servizi Bibliografici Digitali dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. L\u2019attivit\u00e0 ha previsto in una prima fase un\u2019<b>analisi critica di materiali testuali <\/b>conservati presso le biblioteche UniTO e di\u00a0 <b>immagini digitali disponibili in pubblico domini<\/b><strong>o<\/strong> concernenti la <b>cultura torinese tra le due guerre<\/b>, che testimoniano l\u2019impegno di alcuni ambienti di intellettuali piemontesi per la promozione della letteratura e del teatro stranieri in Italia.<br \/>\nQuesta analisi ha portato alla concettualizzazione di un<strong> modello, strutturato secondo i principi dei <i>Linked Open Data<\/i><\/strong>, per la descrizione dei materiali e la pubblicazione di dati su Wikidata, in modo da farli dialogare con dati provenienti da altre fonti.<br \/>\nL\u2019obiettivo finale \u00e8 <b>valorizzare il materiale posseduto dalle biblioteche UniTo e agevolarne la fruizione da parte di tutti gli utenti del Web<\/b>, ma anche favorirne il riutilizzo per finalit\u00e0 di ricerca scientifica da parte della comunit\u00e0 accademica.<br \/>\n<b>Le informazioni sono state strutturate e inserite su Wikidata<\/b>, cos\u00ec che chiunque stia effettuando una ricerca relativa al panorama culturale italiano e internazionale tra le due guerre mondiali possa esplorare i dati, manualmente o attraverso <i>query<\/i> che indagano le relazioni e rilasciano informazioni incrociate in maniera istantanea. Ogni dato risulta collegato a un altro permettendo, come in un effetto domino, di reperire nuove informazioni, ampliando la propria ricerca.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 stata la difficolt\u00e0 maggiore incontrata nel corso del tuo trimestre di lavoro? E il risultato che ti ha soddisfatta di pi\u00f9?<\/b><\/p>\n<p>Un ostacolo riscontrato riguarda le<b> incertezze sull\u2019estensione dei diritti d&#8217;autore dei programmi di sala digitalizzati di un teatro storico torinese <\/b>(il Teatro di Torino), che non siamo riusciti a sciogliere per consentire il caricamento su Wikimedia Commons e di conseguenza l\u2019inserimento su Wikidata: questo ha comportato una perdita di informazione notevole.<br \/>\nNonostante le difficolt\u00e0, <strong>quasi tutte le fasi del progetto sono state per me entusiasmanti<\/strong>: sia quelle di caricamento manuale, in cui devi rappresentare in modo semplice la complessit\u00e0 delle relazioni specifiche che intercorrono tra i dati, sia quelle dedicate al caricamento automatico (attraverso tool creati dalla comunit\u00e0 Wikidata, come <a href=\"https:\/\/www.wikidata.org\/wiki\/Help:QuickStatements\/it\">QuickStatements<\/a>).<br \/>\nSono poi oltremodo gratificanti i momenti finali delle <b>query SPARQL, ossia le interrogazioni del database attraverso un particolare linguaggio macchina<\/b>, in cui \u00e8 possibile vedere in maniera globale il lavoro di arricchimento effettuato e, attraverso diverse combinazioni di ricerca, esplorare i dati imbattendosi in nuove informazioni collegate a quelle appena inserite.<\/p>\n<p><b>Se dovessi spiegare con parole semplici come i <em>L<\/em><\/b><em><b>inked Open Data <\/b><\/em><b>possono essere utili per le biblioteche o le istituzioni culturali e per il mondo della ricerca accademica, cosa diresti, anche alla luce della tua esperienza?<\/b><\/p>\n<p>Il fine del lavoro \u00e8 riuscire a dimostrare <b>come il concetto di ricerca stia cambiando<\/b> attraverso l\u2019uso di queste nuove metodologie e anche far emergere <b>l\u2019importanza di un interesse verso il digitale<\/b> e di una<b> formazione culturale umanistica associata a competenze informatiche<\/b>.<br \/>\nQuesto costituisce un potente mezzo di svecchiamento del tradizionale approccio alla ricerca, consentendo di far dialogare in modo semplice i dati provenienti dalle varie fonti, agevolando e snellendo cos\u00ec il lavoro dello studente o del ricercatore\/docente nel reperimento delle informazioni e dei testi che sono oggetto di approfondimento.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 il tuo augurio per il futuro del progetto ? <\/b><\/p>\n<p>Spero che l\u2019Universit\u00e0 di Torino prosegua nel lavoro intrapreso, <b>digitalizzando e condividendo con licenze il pi\u00f9 possibile aperte il materiale posseduto e approfondendo l\u2019analisi critica<\/b> dei materiali culturali per la pubblicazione di dati aperti correlati. In particolare, nel caso dei <b>programmi di sala del Teatro di Torino<\/b>, sarebbe utile proseguire lo studio delle identit\u00e0 dei personaggi\/attori e delle relazioni che li collegano \u00a0e nel caso del <b>periodico \u201cIl Baretti\u201d di Piero Gobetti<\/b> &#8211; altro filone di indagine del progetto &#8211; ultimare il caricamento degli articoli su Wikisource e l\u2019inserimento dei link sull\u2019elemento Wikidata corrispondente.<br \/>\nCompletare quest\u2019ultimo lavoro, porterebbe a riunire e raccordare informazioni e materiali preziosi per comprendere e studiare l&#8217;attenzione rivolta negli anni Venti alla cultura (letteraria e teatrale, ma anche artistica) internazionale a Torino, facendo emergere talora figure meno note ma significative delle poetiche del tempo, ma anche facendo riaffiorare profili di critici e giornalisti, traduzioni, allestimenti e commenti critici di<strong> notevole importanza ai fini della ricerca<\/strong>.<br \/>\nIn una ulteriore prospettiva di espansione della ricerca avviata con &#8220;Open Literature\u201d, un lavoro analogo potr\u00e0 essere svolto su <strong>altre testate giornalistiche del tempo<\/strong>, arricchendo cos\u00ec l\u2019analisi della ricezione della cultura straniera a Torino tra le due guerre.<\/p>\n<p><b>In bocca al lupo Lianna per il tuo futuro, ci auguriamo che l\u2019Universit\u00e0 di Torino segua i tuoi consigli!<\/b><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;immagine: Collegamenti tra i programmi di sala del Teatro di Torino e il periodico \u201cIl Baretti\u201d di Piero Gobetti: grafo realizzato grazie al progetto sviluppato da UniTo su Wikidata. Di Bianca Gai e Lianna Flavia D&#8217;Amato, <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/deed.it\">CC BY-SA 4.0<\/a>, via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Progetto_Wikidata_UniTo.png\">Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del convegno \u201cSfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia\u201d, che si terr\u00e0 venerd\u00ec 7 dicembre alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, abbiamo intervistato alcuni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":16867,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[563,8],"tags":[468,636,546,554],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16866"}],"collection":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16866"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16869,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16866\/revisions\/16869"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16867"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}