{"id":16883,"date":"2018-11-29T10:47:59","date_gmt":"2018-11-29T09:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wikimedia.it\/?p=16883"},"modified":"2018-12-04T12:06:05","modified_gmt":"2018-12-04T11:06:05","slug":"filiera-dellopen-beni-comuni-digitali-la-rivoluzione-culturale-passa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/filiera-dellopen-beni-comuni-digitali-la-rivoluzione-culturale-passa\/","title":{"rendered":"Filiera dell\u2019<i>open<\/i> e beni comuni digitali: la rivoluzione culturale passa di qui"},"content":{"rendered":"<p><i>In vista del convegno \u201c<\/i><a href=\"https:\/\/www.wikimedia.it\/biblioteche-wikipedia-si-incontrano-firenze\/\"><b><i>Sfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia<\/i><\/b><\/a><i>\u201d, che si terr\u00e0 <\/i><b><i>venerd\u00ec 7 dicembre<\/i><\/b><i> alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, abbiamo intervistato alcuni dei relatori e soci Wikimedia Italia che interverranno nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa.<br \/>\n<\/i><i>Andrea Zanni, socio Wikimedia Italia e bibliotecario digitale di <\/i><a href=\"https:\/\/www.medialibrary.it\/home\/cover.aspx\"><i>MLOL<\/i><\/a>, <i>ci ha anticipato alcuni dei temi che tratter\u00e0 nell\u2019ambito del suo intervento all\u2019interno del panel \u201cGLAM-wiki\u201d, dalle 11:45 alle 13:00.<\/i><\/p>\n<p><b>Al convegno del 7 dicembre parlerai di &#8220;filiera dell&#8217;open&#8221; e &#8220;beni comuni digitali&#8221;, ci spieghi brevemente <\/b><b><i>(arduo compito, vediamo se possibile!)<\/i><\/b><b> a cosa ti riferisci con queste locuzioni?<\/b><\/p>\n<p>I &#8220;beni comuni digitali&#8221;, sulla Rete, sono luoghi di costruzione collettiva del sapere: sono gestiti una comunit\u00e0, che se ne prende cura e che rilascia le informazioni, solitamente, con una licenza libera tipo Creative Commons.<br \/>\nQuelli pi\u00f9 famosi sono<b> Internet Archive<\/b>,<b> Stackoverflow <\/b>(progetto famosissimo fra gli informatici) e, ovviamente, <b>Wikipedia <\/b>e la galassia<i> wiki.<\/i> Sono progetti che negli anni hanno avuto grande successo e grande visibilit\u00e0: per questo penso che sia importante per le istituzioni culturali (biblioteche, musei, archivi) riuscire a partecipare e magari &#8220;donare&#8221; collezioni e informazioni e competenze.<br \/>\nLa &#8220;filiera dell&#8217;open&#8221; per me \u00e8 questo: il processo con cui si passa dal produttore o custode della conoscenza (la biblioteca) e si arriva per vari passaggi alla pubblicazione di questa conoscenza in un posto molto visitato di internet come Wikipedia. Pensare a questo in termini di filiera secondo me aiuta a vederlo come un processo, sempre diverso, sempre adattabile, modulare, fatto di diversi step e difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><b>Che ruolo giocano o possono giocare le biblioteche, gli archivi e i musei nella filiera dell&#8217;<\/b><b><i>open<\/i><\/b><b> e nella produzione di beni comuni digitali?<\/b><\/p>\n<p>Come accennavo prima, il ruolo dei MAB (musei archivi biblioteche; in inglese l&#8217;acronimo \u00e8 GLAM) \u00e8 secondo me fondamentale: loro sono i &#8220;produttori&#8221;. Senza di loro, gran parte della conoscenza e della memoria custodita dall&#8217;umanit\u00e0, da millenni, non potrebbe arrivare ai beni comuni digitali. Solo che la filiera dell&#8217;open \u00e8 sempre diversa: a partire dall&#8217;oggetto o dall&#8217;informazione che si vuole condividere (un testo, una fotografia, dei dati, una collezione di risorse, delle &#8220;competenze&#8221; professionali) il lavoro necessario per arrivare alla pubblicazione su Wikipedia o Wikidata o Internet Archive pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno complicato.<br \/>\nE non \u00e8 solo un discorso tecnico, ma anche una mediazione fra culture diverse (come <a href=\"http:\/\/aibstudi.aib.it\/article\/view\/11560\">questo articolo di Phoebe Ayers<\/a> spiega bene), che rende il tutto pi\u00f9 divertente e pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<p><b>A tuo avviso quali sono i paesi o le esperienze pi\u00f9 avanzate ad oggi in questo campo?<\/b><\/p>\n<p>Sicuramente negli Stati Uniti ci sono stati progetti molto interessanti, per la natura estremamente distribuita e federata del loro territorio, per cui di fatto un museo o un&#8217;istituzione lavora da s\u00e9: l\u00ec le buone idee hanno meno ostacoli che da noi. Ma anche in Europa di progetti fra il mondo<i> wiki<\/i> e il mondo GLAM ce ne sono dozzine, ognuno diverso dall&#8217;altro: \u00e8 diventato impossibile oramai conoscerli tutti, la comunit\u00e0 \u00e8 troppo grande, e questo \u00e8 un ottimo segnale.<br \/>\nIn Italia, grazie a Wikimedia Italia, c&#8217;\u00e8 stata subito grande simpatia soprattutto fra il mondo bibliotecario e il mondo <i>wiki<\/i>, in questo siamo stati pionieri noi: di fatto ci sono tanti progetti che vanno avanti, grandi e piccoli.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 stato <b>un piccolo terremoto culturale che credo stia portando i suoi frutti<\/b>. Parte tutto dal fatto che bibliotecari e wikipediani fanno un lavoro molto simile, e nel momento in cui ci si accorge di questo e dei vantaggi del lavorare insieme, non si torna pi\u00f9 indietro.<\/p>\n<p><b>Queste due definizioni richiamano alla mente una logica di &#8220;mercato&#8221;, in cui il cittadino \u00e8 &#8211; presumo &#8211; il consumatore. A tuo avviso quali sono i vantaggi che una crescente disponibilit\u00e0 di beni comuni digitali possono recare al cittadino e alla comunit\u00e0 pi\u00f9 in generale?<\/b><\/p>\n<p>Bh\u00e8, a questa domanda provo a rispondere con un&#8217;altra: <b>come sarebbe il mondo senza Wikipedia? <\/b>Noi ci siamo assuefatti ad una normalit\u00e0 che fino ad un paio di decenni fa era impensabile: Wikipedia non ha neanche 18 anni.<br \/>\nPer cui per noi adesso \u00e8 normale trovare una risposta immediata a qualsiasi quesito ci venga in mente (o quasi), ma una volta era un&#8217;operazione costosissima: significava dover andare in biblioteca, chiedere aiuto al bibliotecario, trovare il libro giusto e trovare la risposta fra centinaia di pagine. Oppure possedere a casa una enorme e poco economica enciclopedia Treccani. Quindi oggi il &#8220;bisogno informativo&#8221; \u00a0&#8211; quello almeno pi\u00f9 semplice, come per esempio la data di nascita di Napoleone &#8211; viene soddisfatto subito, in pochissimo tempo, con l&#8217;accoppiata magica di Google e Wikipedia. <b>Questo ha cambiato il mondo, in un modo che \u00e8 difficile anche solo ricostruire.<br \/>\n<\/b>Pi\u00f9 beni comuni digitali ci sono, pi\u00f9 informazione (via via sempre pi\u00f9 strutturata, complessa, profonda) verr\u00e0 messa online, gratuitamente. Un sito come StackOverflow \u00e8 un semplice sito di domande e risposte su un argomento preciso, la programmazione informatica: eppure in pochissimi anni \u00e8 diventato un punto di riferimento globale, e non c&#8217;\u00e8 programmatore esperto o principiante che non lo utilizzi pi\u00f9 volte al giorno. <b>Un bene comune digitale fatto bene \u00e8 la cosa pi\u00f9 preziosa che la Rete pu\u00f2 offrire.<\/b><\/p>\n<p><b>Che messaggio vorresti trasmettere ai bibliotecari di oggi?<\/b><\/p>\n<p>Ai bibliotecari (ma anche ai curatori museali e agli archivisti) del presente direi di <b>non aver paura del cambiamento<\/b>, del digitale, di nuove logiche partecipative come quelle <i>wiki<\/i>: mi piacerebbe che studiassero di pi\u00f9 e si liberassero di alcune paure che li tengono fermi a posizioni oramai obsolete (penso ad esempio a logiche &#8220;proprietarie&#8221; per cui collezioni anche antiche e senza pi\u00f9 nessun copyright vengono difese da occhi che, a torto, si ritengono indiscreti).<\/p>\n<p><b>Grazie Andrea, ci vediamo a Firenze!<\/b><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;immagine: La Fabbrica del Vapore, premio speciale BASE Milano per Wiki Loves Monuments 2018. Di Asacconi, <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/deed.it\">CC BY-SA 4.0<\/a>, via <\/em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:FabbricaD'Ombre.jpg\"><em>Wikimedia Commons<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del convegno \u201cSfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia\u201d, che si terr\u00e0 venerd\u00ec 7 dicembre alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, abbiamo intervistato alcuni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":16884,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[563,8],"tags":[465,468,636,166,214],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16883"}],"collection":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16883"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16885,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16883\/revisions\/16885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16884"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}