{"id":18550,"date":"2020-05-20T10:33:20","date_gmt":"2020-05-20T08:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wikimedia.it\/?p=18550"},"modified":"2020-05-20T10:36:03","modified_gmt":"2020-05-20T08:36:03","slug":"dietro-le-porte-chiuse-un-mondo-di-contenuti-aperti-alla-biblioteca-di-area-agraria-delluniversita-di-napoli-federico-ii","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/188.213.160.48\/wiki\/dietro-le-porte-chiuse-un-mondo-di-contenuti-aperti-alla-biblioteca-di-area-agraria-delluniversita-di-napoli-federico-ii\/","title":{"rendered":"Dietro le porte chiuse un mondo di contenuti aperti alla Biblioteca di Area Agraria dell&#8217;Universit\u00e0 di Napoli Federico II"},"content":{"rendered":"\n<p>Le misure restrittive per l\u2019emergenza coronavirus hanno costretto tutte le <strong>biblioteche<\/strong>, comprese quelle universitarie, a <strong>chiudere le porte agli studenti e al pubblico<\/strong>. Tuttavia, diverse istituzioni si sono attivate per trovare <strong>nuovi spazi di \u201capertura\u201d online<\/strong> e consentire ai propri fruitori di accedere al patrimonio custodito direttamente dal proprio domicilio. <br>In questi giorni \u201cconcitati\u201d, in cui sono in corso i preparativi per una prossima riapertura al pubblico, siamo riusciti a parlare con i <strong>nostri soci Nicola Madonna<\/strong> e <strong>Claudio Forziati<\/strong> &#8211; rispettivamente <strong>Direttore della Biblioteca di Area Agraria<\/strong> e <strong>Bibliotecario presso la Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza <\/strong>dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Napoli Federico II <\/strong>&#8211; che ci hanno aggiornato sulle loro attivit\u00e0 durante il <em>lockdown<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 nato il percorso della Biblioteca di Area Agraria dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli e su quali progetti collaborativi vi state concentrando?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Claudio:<\/strong> L\u2019avvio delle nostre <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Progetto:GLAM\/Biblioteca_di_agraria_Federico_II\">attivit\u00e0 sui progetti Wikimedia<\/a> risale al 2018, quando la Biblioteca di Area Agraria scelse di finanziare un laboratorio di formazione destinato ai bibliotecari, in cui si decise di coinvolgere anche i curatori museali del <a href=\"https:\/\/www.centromusa.it\/it\">Centro Musa<\/a> &#8211; il polo che gestisce i Musei della Reggia di Portici &#8211; e i dottorandi del dipartimento di Agraria. <br>L&#8217;esperienza dur\u00f2 diversi mesi, nel corso dei quali da un lato scoprimmo le potenzialit\u00e0 dei progetti Wikimedia, dall\u2019altro comprendemmo che per raggiungere i risultati di condivisione che ci eravamo prefissati era necessario un impegno pi\u00f9 sistematico da parte dei bibliotecari e degli studenti coinvolti. Insomma, Roma non si costruisce in un giorno! <br>Pi\u00f9 volte abbiamo pensato di riprendere il lavoro, con l&#8217;idea di soffermarci soprattutto su Wikipedia, Wikidata e Commons, e creare nel nostro Ateneo un gruppo di lavoro permanente composto da bibliotecari in grado di contribuire al sapere libero.<br>Ci\u00f2 che ci sembrava interessante non \u00e8 solo valorizzare il grande patrimonio bibliografico a nostra disposizione ma anche dare vita a nuove sperimentazioni, come quella che abbiamo realizzato come <a href=\"https:\/\/www.jlis.it\/article\/view\/12488\/11337\">consorzio interuniversitario connettendo il nostro SHARE Catalogue e Wikidata<\/a>. Inoltre, abbiamo sempre ritenuto che i progetti collaborativi potessero essere straordinarie &#8220;palestre&#8221; di <em>information<\/em> e<em> digital literacy<\/em> da aprire tutta la comunit\u00e0 dell&#8217;Ateneo.<br><strong>Nicola: <\/strong>La chiusura dettata dall\u2019emergenza coronavirus ci ha dato la possibilit\u00e0 di inaugurare una nuova fase di lavoro che \u00e8 iniziata il 20 marzo e che ha visto coinvolti i bibliotecari della Biblioteca di Agraria attivi in modalit\u00e0 <em>smart working<\/em>.<br>Sotto la sapiente guida di Claudio, i bibliotecari stanno completando il lavoro iniziato nel 2018, scrivendo e ampliando le biografie dei Direttori e dei maggiori studiosi della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scuola_superiore_di_agricoltura_di_Portici\">Scuola di Portici<\/a>, nella Wikipedia in italiano e in alcuni casi, come per <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alfonso_Cossa)\">Alfonso Cossa<\/a>, anche in inglese. <br>Inoltre, \u00e8 stato inaugurato anche un filone di attivit\u00e0 su Wikidata per creare o completare gli item corrispondenti, sia manualmente che con tool come <a href=\"https:\/\/tools.wmflabs.org\/tabernacle\/#\/\">TABernacle<\/a>, <a href=\"https:\/\/tools.wmflabs.org\/mix-n-match\/#\/\">Mix&#8217;n&#8217;match<\/a> e <a href=\"https:\/\/tools.wmflabs.org\/quickstatements\/#\/\">Quickstatements<\/a>.<br>Il progetto \u00e8 in continuo ampliamento grazie anche al sostegno del prof. Mazzoleni, Direttore del Centro MUSA, con cui abbiamo discusso di nuove interessanti possibilit\u00e0 per il futuro: tra due anni si festeggeranno i 150 anni della Scuola di Portici e sar\u00e0 per noi importante dare vita a nuove iniziative per celebrare degnamente questo anniversario.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A causa dell&#8217;emergenza coronavirus l&#8217;attivit\u00e0 di formazione e contribuzione si \u00e8 svolta a distanza: questo a vostro parere ha influito sulla didattica? Se s\u00ec, in modo positivo o negativo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nicola:<\/strong> Dal mio punto di vista, questa attivit\u00e0 ha avuto solo aspetti positivi. La disponibilit\u00e0 dimostrata da Claudio e l\u2019entusiasmo con cui i bibliotecari hanno aderito al percorso sono state determinanti per far ripartire il progetto, sfruttando questo lungo periodo di <em>smart working<\/em>.<br>Gli evidenti aspetti negativi &#8211; <em>in primis<\/em>, l&#8217;accesso ad un numero di fonti infinitamente meno ampio &#8211; non riescono a superare, a mio giudizio, il vantaggio enorme di potersi concentrare per tutto il periodo esclusivamente sui progetti Wikimedia, senza dover restringere la propria attivit\u00e0 di scrittura a pochi scampoli di tempo, come era successo inevitabilmente due anni fa.<br>Questa situazione contingente ha sicuramente favorito l&#8217;efficacia della didattica e aumentato il livello di attenzione e coinvolgimento partecipazione dei bibliotecari coinvolti.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le biblioteche universitarie al momento sono ancora chiuse al pubblico dunque questo progetto acquista ancora pi\u00f9 valore, perch\u00e9 in qualche modo le rende &#8220;accessibili&#8221; attraverso i progetti Wikimedia! Quali fonti avete utilizzato e come avete fatto a consultare\/selezionare i documenti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Claudio:<\/strong> Le biblioteche dell&#8217;Universit\u00e0 Federico II hanno chiuso tutti i servizi in presenza fino al 4 maggio. Da quella data in poi &#8211; compatibilmente alla messa in sicurezza delle strutture, del personale bibliotecario e degli utenti &#8211; alcune biblioteche hanno cominciato ad attivare pochi servizi in presenza. Ancora oggi e fino al 15 giugno, la modalit\u00e0 di lavoro privilegiata dalla nostra amministrazione sar\u00e0 lo <em>smart working<\/em>. <br>La Federico II ha tuttavia attivato nel corso del tempo l&#8217;accesso ad un enorme numero di risorse elettroniche (tramite acquisto o abbonamento): banche dati, periodici elettronici, e-book disponibili anche da casa per tutti gli utenti dell&#8217;Ateneo (docenti, ricercatori, studenti e personale TA); in particolare, per lo sviluppo del nostro progetto, \u00e8 stato fondamentale poter accedere alle pubblicazioni del Centro MUSA disponibili online ma anche alle fonti su Internet Archive o su altri importanti archivi elettronici a pagamento come JSTOR.<br>Ovviamente questa possibilit\u00e0 non riesce a compensare l&#8217;enorme perdita che riguarda l&#8217;inaccessibilit\u00e0 del patrimonio cartaceo (libri, periodici, opuscoli, miscellanee, carte geografiche, ecc.): ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale tentare di rendere il pi\u00f9 possibile accessibile a chiunque e ovunque tutti i documenti non coperti da diritto d&#8217;autore. <br><strong>Nicola: <\/strong>Questa \u00e8 un&#8217;altra importante motivazione che ci spinge a lavorare costantemente con i progetti Wikimedia: rendere fruibile questo enorme patrimonio. Appena sar\u00e0 consentito tornare in sede e lavorare in modo sicuro e continuo, speriamo di proseguire nell&#8217;attivit\u00e0 di digitalizzazione gi\u00e0 avviata e portare in Wikimedia Commons alcuni documenti di particolare importanza per la storia della Scuola di Agraria, ma anche della nostra Biblioteca, come ad esempio il Regolamento del 1915 a firma di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orazio_Comes\">Orazio Comes<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo delle biblioteche ha sempre avuto un legame particolare con i progetti Wikimedia, che si &#8220;nutrono&#8221; di fonti. Pensate che questo legame si sia rinsaldato e rafforzato alla luce della presente emergenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nicola: <\/strong>Sempre, ma soprattutto in un periodo come questo, Wikipedia e tutti progetti Wikimedia rappresentano un formidabile strumento di consultazione generale a disposizione di tutti. Sicuramente \u00e8 stato anche bello per noi vedere grandi editori scientifici mettere pi\u00f9 largamente a disposizione delle comunit\u00e0 di ricerca le risorse documentarie durante la pandemia COVID-19.<br>Si tratta di notizie confortanti, ma a mio avviso serve un pi\u00f9 solido cambio di prospettiva: la grande editoria accademica dovrebbe garantire un\u2019apertura maggiore e l\u2019accesso ai contenuti al numero pi\u00f9 ampio possibile di persone ben oltre i periodi di emergenza.<br>Se le istituzioni culturali da un lato e gli editori dall&#8217;altro abbracciassero con maggior convinzione l&#8217;obiettivo di rendere il patrimonio culturale e la ricerca scientifica un bene liberamente fruibile e riutilizzabile, i progetti collaborativi come Wikipedia (e i suoi numerosi lettori!), ne trarrebbero vantaggio poich\u00e9 la comunit\u00e0 che accresce e migliora l\u2019enciclopedia libera avrebbe a disposizione una quantit\u00e0 decisamente maggiore di risorse autorevoli. <br><strong>Claudio: <\/strong>Ancora oggi esistono interi settori del sapere che pubblicano esclusivamente all&#8217;interno di ecosistemi chiusi, spesso costosissimi, e istituzioni culturali che digitalizzano il proprio patrimonio applicando licenze estremamente limitanti. <br>\u00c8 difficile dire se questo cambier\u00e0 ma noi come bibliotecari e come wikimediani possiamo fare la nostra parte, lavorando per far acquisire a tutti i soggetti coinvolti la consapevolezza dei vantaggi che la diffusione della conoscenza rappresenta nel processo di crescita civile, sociale e culturale delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell&#8217;immagine: Illustrazione in &#8220;Historia naturale&#8221; di Ferrante Imperato, edizione del  1672. Di Biblioteca di agraria Universit\u00e0 di Napoli, pubblico dominio,  via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Historia_naturale_di_Ferrante_Imperato_0013.tif\">Wikimedia Commons <\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le misure restrittive per l\u2019emergenza coronavirus hanno costretto tutte le biblioteche, comprese quelle universitarie, a chiudere le porte agli studenti e al pubblico. 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